Sto scoprendo cose di me che prima non sapevo

Genova |

29/03/20

Eccomi catapultata in una situazione, come altri milioni di persone, nella quale non mi sarei mai nemmeno immaginata nei miei peggiori incubi… passare una sorta di quarantena, anche se fortunatamente sono in buona salute, per cercare di fermare l’avanzata del COVID-19, meglio conosciuto come Coronavirus.

Sto provando a far “fruttare” questo periodo e sto cercando di viverlo come una riflessione verso me stessa e verso gli altri; mi sto rendendo conto di quanto menefreghismo ci sia nelle menti di molti e con quanta incoscienza stiano affrontando questo momento davvero difficile; stiamo cercando di combattere un nemico invisibile, nei confronti del quale siamo completamente indifesi ed impreparati, si usano protezioni personali (mascherine e guanti), ma non siamo sicuri che questo sia sufficiente; il personale sanitario (medici, infermieri, oss, ecc…) è la categoria di lavoratori maggiormente esposta, dato che sono costretti a stare a stretto contatto con il “nemico” a differenza di chi non lo è, e potrebbe, anzi dovrebbe, seguire le indicazioni date dagli organi competenti, e cercare di uscire solo se è strettamente necessario e per vere necessità.

Questa “vacanza forzata”, iniziata il 24 febbraio, diciamo che mi “pesa” dato che tutte le cose fatte “per forza” in genere vengono affrontate controvoglia, mi sto comunque rendendo conto di avere più tempo per me e fare ciò che non riesco durante la normale quotidianità.

A differenza delle prime due settimane durante le quali ero completamente libera di fare ciò che volevo e che ancora non vivevo questa situazione come una costrizione, successivamente abbiamo iniziato a fare lezione a distanza e già la mattina sembra un po’ più normale dato che siamo impegnati con le lezioni al mattino e con i compiti al pomeriggio, dobbiamo rispettare dei tempi di consegna, ma comunque mi rimane del tempo per me. Sto scoprendo cose di me che prima non sapevo di essere capace di fare o comunque avevo ogni giorno il pensiero di iniziare a provarci però mi mancava il tempo, ad esempio ho sempre voluto iniziare a scrivere canzoni ma quando ero impegnata con la scuola, non che adesso non lo sia, avevo meno tempo a disposizione per potermici dedicare, in questo periodo mi ritrovo ad avere l’occasione di ritagliare più tempo e ho maggiore voglia di passarci del tempo sopra, mi serve e aiuta anche ad evadere con la mente e a pensare ad altro. Sento la necessità di mettere nero su bianco le mie emozioni e i miei stati d’animo; inoltre sto cercando di creare delle basi da adattare poi alle parole che ho scritto, riesco anche a dedicarmi molto alla lettura, anch’essa mi agevola e mi permette di distrarmi e deviare i miei pensieri altrove.

Purtroppo ho provato e tutt’ora provo, quando ci penso, un grandissimo senso di dolore e di sconforto da quando ho sentito nei servizi dei telegiornali che chi non riesce a superare e a vincere la battaglia contro il “nemico invisibile” non può avere il conforto finale dai propri cari, quindi va via in totale solitudine, a parte la vicinanza del personale sanitario che seppur di lieve conforto non può minimamente essere paragonato alla presenza di una persona cara.

Mi manca moltissimo il contatto con i miei nonni, i miei zii, la mia adorabile cuginetta e i miei amici, oggi, a differenza di alcuni anni fa, abbiamo la fortuna di possedere la tecnologia che ci permette di rimanere in contatto con i nostri cari, e ci regala l’illusione di essere più vicini grazie alle videochiamate, possiamo oltre che sentire, vedere chi abbiamo nel cuore. Peccato che io non riesca ad utilizzare questa preziosa risorsa con i miei nonni. Rimane sempre il disagio di non poter abbracciare e stringere i nostri cari, addirittura prima che venissero adottate ulteriori restrizioni alla circolazione delle persone non ci si poteva neanche salutare con una semplice stretta di mano.

Sicuramente sto impiegando molte energie cercando di concentrarmi di più sulle materie scolastiche mantenendomi al passo con le consegne e gli argomenti spiegati, sto anche lavorando sul mio autocontrollo dato che questa “vacanza forzata” non mi trova sempre serena e pronta ad essere positiva, confido comunque nel fatto che questo periodo finisca presto e che non lasci strascichi negativi alle persone a me vicine.

Manis Ilaria, 3°SvA Istituto Alberghiero Marco Polo I.P.S.E.O.A. di Genova

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