Cara Fede, come stai?

Genova |

Cara Fede, come stai? Mi manchi tantissimo lo sai ? E sicuramente prima di quest’estate non ci vedremo, e questo mi fa tanto male.

Come sta evolvendo la situazione lì in Spagna? E come stai vivendo questo periodo in casa?

Io sarò sincera: male, come ben immaginerai, sono qua a casa con mamma e le sorelline, lo sai quanto bene gli voglio, ma questo periodo di reclusione forzata si fa sempre più complicato, mi sento mentalmente debole e la forza mi sta mancando, e sento che tutto questo mi sta portando alla pazzia. Non è colpa loro, ma colpa mia, in quanto sono molto nevrotica e  il mio carattere è difficile da capire e soprattutto da gestire, è molto complicato doverci passare tutto questo tempo senza neanche poter uscire, forse anche perché non fa parte della nostra quotidianità ed è tutto nuovo per tutti. Vorrei prendere e scappare, fuggire, andarmene, raggiungerti, ma non si può, bisogna restare a casa e questo non è per niente facile, anzi mi addolora parecchio.

Prima era tutto diverso con Liz e Francy, potevamo condividere le nostre giornate negative piuttosto che quelle positive, ora invece siamo costrette a condividere costantemente le quattro mura di casa, sento come se la nostra vita ci è stata rubata, non possiamo più uscire assieme, ubriacarci o semplicemente andare al cinema, ma so che tutto questo presto finirà e potremo tornare alla nostra normalità.

Da un lato però questo mi rende felice, ci dà la possibilità di instaurare un rapporto ancora più bello e più forte, di guardarci qualcosa insieme, perché tanto siamo in casa tutti allo stesso orario, di giocare, di ballare o di cantare a squarciagola, nonostante siamo negate. Passiamo molto più tempo insieme rispetto a prime e anche se apparentemente non sembra, trasmette allegria e piacere.

Vorrei ritrovarmi nelle braccia di Andrea, sentire il suo profumo e il suo calore, sento come se qualcosa in me stesse cambiando, provo tanto dolore, è difficile da capire e da comprendere, ma avrei solo bisogno di lui che mi fa sentire protetta , vorrei che mi sussurrasse che tutto questo era solo un brutto sogno e che non è mai successo nulla, vorrei tornare a rivederlo fisicamente e non virtualmente, vorrei tornare alla normalità, tutto questo mi sta uccidendo e massacrando la mente.

Vorrei svegliarmi e pensare a cosa poter fare nel weekend, vorrei riprendere le mie normali giornate, andando alla fiumara e ingozzarmi di panini del McDonald’s insieme a lui oppure a guardarci qualche film noioso che piace solo ad Andrea, vorrei tornare a casa e raccontare alle mie amiche, a te e alle sorelline la mia monotona giornata che nessuno mi invidierebbe, ma che ora rimpiango tanto, e soprattutto che vorrei rivivere.

Ma so che questa è la decisione giusta, in quanto ci permetterà al più presto di tornare a poter respirare l’aria di fuori, a compiere una di quelle lunghe e noiose passeggiate.

Sarò onesta con te, non ho mai dato peso a questa notizia, era una cosa veramente stupida per me, pensavo fosse la gente esagerata, che era solamente un virus più lieve della febbre, tant’è che ero allegra e felice quando ho scoperto che la prima settimana avrebbero chiuso le scuole, la seconda anche, ma quando hanno iniziato a diventare più di 2 settimane ho cominciato a capire e a spaventarmi, ho avuto tanti pensieri in mente, ma a dire la verità ho continuato lo stesso ad uscire, e la conclusione è stata questa: ora siamo tutti lontani, soprattutto dalle persone che amiamo, viviamo nella paura perenne, c’è chi muore, chi si ammala, chi cade in depressione e chi non dà un minimo peso a tutto questo. Io penso di far parte del gruppo delle persone tristi, sorrido a stento, studio e mi guardo per ore e ore serie tv, ma vorrei alzarmi dal letto, guardarmi allo specchio ed essere felice, ma non è così facile come dice la gente. Avrei bisogno di essere capita e invece non c’è nessuno intorno a me che riesce a farlo, mi rinchiudo in me stessa e piango fino a che non mi scoppia la testa, e io non voglio questo, voglio tornare a riprendere le mie abitudini; correre sui prati, ridere per il nulla con gli amici, farmi giri inutili in macchina con il mio fidanzato, andare in palestra, tornare a casa alla 2 di notte e cercare di raggiungere i miei obbiettivi.

Mi sento privata della mia vita, del mio pensiero e delle mie possibilità, sai quanto tengo alla scuola e quando nonna se ne era andata gli avevo promesso che avrei fatto del mio meglio, ma con queste modalità è quasi impossibile far vedere ai prof quanto valgo e quanto impegno ci metto, sarebbe bello tornare a scuola, non per vedere i compagni, con loro non sono mai andata d’accordo, penso addirittura che mi odino, mi guardano e provano disprezzo, io servo solo quando gli fa comodo, quindi nelle verifiche e nelle interrogazioni e quando non fanno i compiti, poi mi lasciano in disparte e non valgo più niente, pensano che sono la classica secchiona: sfigata, senza amici e che pensa solo allo studio, ma sai questo dimostra solo la loro ignoranza, perché se avessero provato a conoscermi saprebbero che non è così, quindi no, loro non mi mancano affatto, ma mi manca dimostrargli quanto combatto realmente per avere i risultati che ho.

Sono molto competitiva e lo sai, quindi sapere di essere messa allo stesso livello di persone a cui del loro futuro importa ben poco mi fa star male, ecco perché vorrei riprendere ad andare a scuola. Sai però non è solo questo, amo studiare e sentire le lezioni, vorrei del mio futuro qualcosa di bello, e dover seguire tramite un computer mi mette noia e anche un po’ tristezza, le lezioni classiche a scuola sono molto più belle e interessanti, mi fanno entrare proprio nel mondo di quello che stiamo studiando, invece da casa no, e questo è uno svantaggio, ma presto torneremo lì, ne sono certa .

Sono così frustrata e arrabbiata, anche perché mi è stato impedito di vedere nostra sorella Giulia, non sai quanto mi rattrista, non la vedo quasi mai e pensare che l’opportunità di ricevere un suo abbraccio mi è stata tolta mi ferisce profondamente, avrei voluto passare delle giornate intere con lei, a parlare di matematica o a fare degli stupidi Tik Tok o delle foto buffe e imbarazzanti, e invece quello che mi tocca fare è vederla tramite uno schermo, non potendola toccare e non potendo fare le cose insieme. Ne parlo con te perché so che tu puoi capire il mio dolore.

Ricordo bene quando ho parlato con lei per ore e ore al telefono organizzando cosa fare quando sarebbe arrivata insieme al suo fidanzato, Davide , e ogni piano è stato scombussolato e a ‘sto punto non so manco se sperarci ancora al loro arrivo, tra qualche mese forse.

Quando ho saputo che Giulia, dopo un giorno che era arrivata a Treviso da Luigi era già ripartita mi si è rotto il cuore, avrei voluto prendere il treno e andare a Reggio insieme a lei, riabbracciandola, perché era quello che aspettavo da troppo tempo. Mi sento giù Fede, vorrei aprire la finestra e urlare a squarciagola per tirare fuori tutto il dolore che ho provato in quel momento e che provo ogni giorno stando in casa senza fare niente e senza poter parlare con nessuno se non tramite messaggio.

Penso che il mondo mi odi, che non voglia farmi dei regali ma che voglia solo mettermi ostacoli.

Ti confesso un segreto; ho tanta paura per Papà, come ben sai non sta bene, e il pensiero che possa colpirlo questo virus, e addirittura farlo andare via mi terrorizza, vorrei essergli accanto, ma come sempre sono distante e questo non me lo perdonerò mai, vorrei poterlo abbracciare e sapere quali sono le sue emozioni, vorrei potergli andare a fare la spesa, cucinarli, lavargli i vestiti, sistemargli casa, ricordargli di prendersi le pillole e convincerlo, anche se sarebbe una missione impossibile, a smettere di fumare, ma non posso, sono qua a Genova e lui lì a Reggio Calabria, e questa distanza mi sta uccidendo.

Sapere che non posso andarci a Pasqua mi frantuma il cuore, ho bisogno di aiuto per rialzarmi perché questa situazione mi sta soffocando, ma non posso, devo solo avere pazienza e sperare che tutto si risolverà.

Sono in angoscia anche per Luigi, soffro a sapere che è lì a Treviso da solo, vorrei esserci io con lui, a parlare di fesserie e a divertirci un po’ con quei giochi stupidi che facciamo ogni volta, vorrei abbracciarlo, anche se non ci scambiamo quasi mai affetto e fargli sapere che non è da solo, ma anche questo è infattibile, spero che quando tutto questo finirà avremo la possibilità di stare tutti insieme.

Questa restrizione forzata però è molto importante, dato che permette di debellare il virus .

Permette la diminuzione dello spreco dei cibi, che è molto importante, in quanto dovremmo pensare ai meno fortunati che non hanno la possibilità di mangiare ogni giorno, questa è una lezione di vita, che spero porteremo nel nostro bagaglio, continuando a non ripetere gli errori che commettevamo prima.

Consente anche la riduzione dell’inquinamento, un fattore molto importante ai giorni d’oggi, che è anche la causa dei malesseri e dei virus che si aggirano nel nostro Paese. Ecco perché è un lato positivo di questo isolamento, pertanto ci permetterà, una volta usciti da qua, di poter respirare aria pulita e non smog, di vedere un Paese brillante, con dei parchi favolosi e non ricoperti di spazzatura.

Un’altra cosa importante in questo momento sono i medici, i nostri eroi, che rischiano la vita ogni giorno per salvarci, ecco perché bisogna onorarli, ma occorre fare lo stesso anche con i cassieri, i poliziotti e i politici, che lavorano in continuazione per noi. Voglio che una volta usciti da qua glorifichiamo e celebriamo ogni lavoro, senza categorizzarli in maniera diversa in base al guadagno o alle convenienze.

Vorrei vedere anche persone che si amano e non che si odiano, c’è bisogno di più affetto in questo mondo.

Vorrei vedere la felicità negli occhi delle persone e non la tristezza.

Vorrei vedere la gente divertirsi e non annoiarsi.

E soprattutto vorrei che le persone iniziassero ad apprezzare ciò che hanno, senza volere le cose altrui, ma accontentandosi ed essendo felici di ciò che si possiede.

Ne usciremo presto da questo incubo, l’Italia è unita e può farcela, basta combattere tutti insieme.

Aspetto una tua lettera, dove mi racconti la tua giornata e le tue emozioni.

Ti abbraccio forte, un caro saluto.

La tua sorellina Claudia

Claudia Surace, 3° SvA Istituto Alberghiero Marco Polo I.P.S.E.O.A. di Genova

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