Per il futuro

Genova |

Martedì 10 Marzo 2020

Care future generazioni,

questo è un messaggio di realtà ma anche di speranza. Ieri io e la mia famiglia ci siamo riuniti davanti alla tv e abbiamo ascoltato il presidente del consiglio Giuseppe Conte che informava il popolo delle nuove restrizioni per combattere il corona virus.

Non si può uscire di casa se non per “provviste”, lavoro e salute. Tutte le scuole sono chiuse fino al tre Aprile e molto probabilmente anche oltre. Per adesso gli studenti non andranno a scuola per un mese, ma seguiranno le lezioni dai loro computer. Non possiamo stare molto vicino (distanza di almeno un metro), non possiamo abbracciarci o stringerci la mano. I campionati di calcio sono stati sospesi, i bar e i ristoranti sono chiusi dopo le 18:00, vietate messe, matrimoni, funerali e molto altro. Quello che per noi era una cosa normale o di quotidianità ci è stato momentaneamente sospeso e chissà quanto durerà. Prendere un caffè con amici o salutare i propri genitori con un abbraccio o con un bacio in questo momento non sembrano poi così tanto azioni superflue.

“Dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa”, “io resto a casa, non ci sarà più una zona rossa, non ci sarà più la zona uno e la zona due della penisola, ci sarà l’Italia”: queste sono le parole di Conte che, ascoltate la prima volta, mi hanno fatto capire che tutto sta cambiando e che le cose non torneranno come prima, di sicuro non in breve tempo. Prima o poi doveva succedere qualcosa, mi sono detta in questi giorni. “L’economia è in crisi e l’inquinamento diminuisce”, è quello che accade in Cina. Lo psicologo Morelli dice: “credo che il cosmo abbia il suo modo di riequilibrare le cose e le sue leggi”, molto interessante come teoria che in parte condivido. Da quando tutto è iniziato mi sono sempre chiesta se il coronavirus fosse solo la terra o il cosmo che cerca di mettere a posto i disordini che noi abbiamo creato. Forse cerca di eliminarci a suo modo. Perché in fondo la terra o la natura si ribellano con gli strumenti che hanno a disposizione.

Venti gradi ci sono stati poco tempo fa in Antartide, spaventoso non credete? Saputa questa notizia non sapevo neanche cosa dire, pensavo e basta, ma non mi chiedevo come fosse potuto accadere o perché. Ero solo delusa, non so bene da cosa o da chi, forse dall’umanità.

E sebbene mi piaccia pensare a un futuro migliore non vedo dove possa esserci. Adesso ho diciassette anni ed io e i miei coetanei siamo quelli che gli adulti chiamano “future generazioni”. Ci chiamano la “Speranza”, quelli che possono fare di meglio eppure ogni persona è stata la speranza di una generazione. In parte io non vedo speranza, non so nemmeno se voi esistiate, non so nemmeno precisamente a chi sto scrivendo questa lettera. Un giorno, spero, io sarò l’adulta e voi la “speranza”, ma ho paura di non esserne degna, ho paura di non riuscire a fare di meglio degli adulti del 2020.

Drastica come lettera, forse un po’ esagerata ma qualcosa mi dice che non è così. Sebbene il coronavirus abbia ucciso molte persone ha anche riequilibrato l’inquinamento, poco ma l’ha fatto. Non sto dicendo che il coronavirus sia un bene, no, per carità, molte persone sono morte e molte altre stanno faticando a distruggerlo e a combatterlo, sto solo dicendo che è servita una pandemia globale per farci capire alcune cose e per sistemare certe situazioni, perché noi non riusciamo a farlo da soli? Forse perché ci sono persone che pensano più a loro stesse che a tutti gli altri. Che crudeli che siamo e che stupidi, solo per avere un po’ di potere in mano distruggiamo la nostra specie e anche le altre, non ha per niente senso. Assurdo e disgustoso.

Vorrei che questa lettera non venisse dimenticata, vorrei che rimanesse nel tempo e che magari più persone possibili la leggessero.

Spero un giorno che riusciremo veramente a fare di meglio e se non sarà così spero che voi impariate dalla storia e soprattutto dai nostri sbagli e spero che li correggiate. Io personalmente ci metterò l’anima e il cuore per un futuro migliore.

Adesso parlo a tutti, a quelli del presente e a quelli del futuro, metteteci l’anima e il cuore.

Per aspera ad astra

Giulia Poggio, 3°SvA Istituto Alberghiero Marco Polo I.P.S.E.O.A. di Genova

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2 pensieri riguardo “Per il futuro

  1. Cara Giulia, la tua lettera destinata alle future generazioni è un messaggio impegnativo soprattutto per le presenti. Davvero sorprende come a una generazione tutto sommato orientata al consumismo e alla ricerca di un diritto alla felicità personale e non sempre altruista segua una generazione seria, pensosa e responsabile. Sì , questa è la speranza.

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