Un giorno al telegiornale ci dicono che in Cina…

Genova-Bavari |

Fino a poco più di un mese fa le vite di tutti, compresa la mia, proseguivano nella routine quotidiana, lavoro, scuola, pranzo, cena, uscite con gli amici, al bar, al cinema, in discoteca, ai giardini, sport, calcio, programmi televisivi e tutte quelle attività che fatte da soli o in compagnia ci rendevano tutti un po’ come degli automi, ora lo posso dire, inconsapevoli di quanto benessere avevamo.

Un giorno al telegiornale ci dicono che in Cina si è sviluppato un virus molto contagioso, il Covid-19, e ci prospettano scenari da Apocalisse, ma i morti, con tutto il rispetto, sono lontani… Sono in Cina e quindi, a parte non andare più in negozi gestiti da cinesi, non ci preoccupiamo molto. Ma il virus è furbo e a quanto pare gli piace viaggiare, e arriva da noi provocando disagi e la morte di molte persone, specialmente le più deboli a livello di difese immunitarie e i più anziani. Veniamo obbligati dal governo, tramite veri e propri decreti in cui si è perseguibili dalla legge se non li si rispetta, a stare assolutamente chiusi in casa per non contagiare e per evitare contagi. Tante persone non li rispettano, non è facile privarci nella nostra libertà, siamo abituati bene, e così il virus si diffonde. Al Nord Italia la situazione è grave, ma il Covid-19 si sta diffondendo in tutto il mondo dove si rischia la pandemia.

Mia mamma spesso non vuole vedere il telegiornale, si rifiuta di ascoltare quel “bollettino di guerra”, la vedo preoccupata, e ora che l’hanno fermata dal lavoro e le daranno solo una parte di stipendio lo è ancora di più. Tutti questi morti e tutte le persone che stanno perdendo il lavoro mi fanno stare male molto più che non poter uscire di casa, non vedere i miei amici. In casa ho i miei gatti, il mio cane e la mamma che, anche se ora comincia a dare segni d’insofferenza, cerca comunque di non farmi mancare niente, fa come può… come tutti.

Fortunatamente abito in campagna e posso stare in giardino o fare una passeggiata nel bosco. Penso a tutti quelli che sono sacrificati in un appartamento, deve essere terribile. Chissà se questo virus è arrivato apposta per farci fermare e per farci apprezzare di più quello che abbiamo o chissà se è un’arma di chissà quale complotto, fatto da chissà chi, per far cadere l’economia mondiale, non so, di certo penso che dove c’è una fine, c’è sempre un inizio e noi ricominceremo. Ora dobbiamo resistere come in guerra, in fondo ci hanno chiesto di stare a casa, ai nostri nonni chiesero di andare a combattere, noi siamo fortunati, ma chissà se lo capiremo anche dopo il Covid-19.

Teo Curella, 3SVA Istituto Marco Polo, Genova

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