Basta!!

Nettuno (Roma) |
Basta!! Non ce la faccio più a guardare la tv e ogni volta che arriva la pubblicità si parla di questo virus. La mia vita, da qui a un mese fa, è cambiata radicalmente come credo la vita di tutti noi esseri umani che per fronteggiare questa situazione cerchiamo il più possibile di attenerci alle norme del Ministero. Il problema è che ci sono persone che ancora non lo fanno e sottovalutano questa cosa. Io dico: “Ma è possibile che non riescono a rimanere in casa o comunque a seguire le precauzioni che sta emanando lo Stato, alla fine a noi stanno chiedendo di rimanere a casa mentre ai nostri nonni gli fu chiesto di andare in guerra”.

Magari prima, quando sono state chiuse le scuole, ero, come credo anche gli altri studenti, euforica e forse infantile; poi purtroppo c’è stato un periodo di profonda angoscia dove ho capito forse troppo tardi che non era una cosa da sottovalutare. Poi, infine, è arrivata la consapevolezza di trovarmi in una situazione più grande di tutti noi esseri umani. All’inizio è stata molto sottovalutata quest’ espansione, ora sono state prese misure molto rigide, ma necessarie per diminuire la diffusione di questo morbo.

La mia vita è cambiata totalmente. Oltre a non andare più a scuola, non posso neanche più fare quello che fino a un mese fa era la mia quotidianità, come ad esempio la domenica andare a trovare mia nonna, durante la settimana andare a scuola di ballo; oppure cose ancora più banali, come andare a fare la spesa con i miei genitori. Ormai l’unica cosa che vedo sono le quattro mura di casa, mi sembra di vivere in gabbia, ogni tanto mi capita di osservare il paesaggio che mi circonda ma anche questo è cambiato. Prima oltre al cinguettio degli uccellini, sentivo le macchine sfrecciare sulla strada quindi un dinamismo urbano, ora invece solo gli uccellini e altri animali che si stanno svegliando dal letargo.

Però, una cosa positiva in tutto questo caos c’è: in queste quasi due settimane di quarantena sto capendo chi sono le persone che veramente tengono a me. Come? Con piccoli gesti che posso risultare banali, ma che sono veri, come parlare attraverso Whatsapp con la propria migliore amica e quest’ ultima capisce che qualcosa non va e non ti fa neanche rispondere alla domanda “Va tutto bene?” che te la ritrovi che ti sta videochiamando. Prendere un momento di svago dalla vita frenetica che era la quotidianità vuol dire fare una riflessione su quante cose nella vita prima non riuscivo ad apprezzare, per il fatto che non avevo mai tempo per staccare la spina dal ritmo frenetico in cui vivevo.

La cosa che più mi manca in tutto ciò è l’ambiente della scuola, quel calore che percepivi in quelle quattro mura che oramai erano diventate come una seconda casa e perfino i professori che riuscivano a trasmettere quel calore umano che adesso non riescono a trasferire attraverso una videolezione, e soprattutto le risate con i compagni di classe, che sono amici se non addirittura una seconda famiglia, tra una lezione e l’altra mi mancano.

Non vedo l’ora di tornare alla mia quotidianità. Spero avvenga il più presto possibile.

Daphne, Liceo scientifico “Innocenzo XII”, Anzio (Roma)

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