Un tempo più fermo

Casoria (Napoli) | Quando mi hanno detto che non potevo uscire di casa perché il virus stava prendendo il sopravvento, quasi non ci credevo, sembrava una di quelle scene apocalittiche che si vedono nei film che raccontano di cose passate, lontane e impossibili da realizzarsi. Dopo qualche giorno, invece,  ho realizzato in parte quanto accadeva. Quello che vivo e che sto vivendo da circa 10 giorni sembra essersi sviluppato in così poco tempo,  sembra non aver dato l’opportunità  a chi mi sta affianco, me compresa, di capire quello che sta succedendo:  mi ha tolto la possibilità di poter vedere le persone che mi stanno  a cuore. Parlandone con amici, avverto, però, che questa percezione comune  sembra avermi dato forza, quella strana forza che molte volte non pensi di avere e inaspettatamente salta fuori. Quasi come se non volesse più stare in silenzio, quando mi sono resa conto che è sbucata dentro e al mio fianco, ho sentito un sottile filo di speranza che mi fa credere ancora nell’unione e nella tenacia che possa esserci speranza nell’umanità.

Forse questo tempo più fermo sarà l’ occasione di essere più riflessivi, potrebbe farci capire quanto siano indispensabili gli abbracci, i baci, gli sguardi, la disponibilità, l’affetto, i gesti affettuosi, l’attimo  che va vissuto e non rimandato, perché potrebbe essere ormai troppo lontano il ‘dopo’

Melania Di Maso, Istituto Andrea Torrente, Casoria.

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